Una città straordinaria che deve tornare a funzionare.
Giuseppe Siena e le forze politiche che sostengono la sua candidatura a sindaco. È il programma della coalizione, ma è anche l’impegno di governo che il candidato sindaco assume davanti alla città. Vogliamo dire la verità ai cittadini, assumere un impegno reale di lavoro, presenza e responsabilità, senza promettere ciò che non si può mantenere.
È questa la base del patto che proponiamo alla città. Da qui vogliamo ripartire.
LAVORI PUBBLICI E SICUREZZA DEL TERRITORIO
Mettere in sicurezza e rimettere in ordine la città
La sicurezza del territorio è la prima responsabilità di un’amministrazione. Per questa ragione, la situazione della parte bassa del paese, soggetta ad allagamenti, rappresenta una criticità strutturale che non può più essere affrontata in modo episodico né con interventi dettati soltanto dall’urgenza del momento. È necessario completare le opere già previste, verificare con puntualità l’efficacia del sistema di smaltimento delle acque meteoriche e intervenire nei punti più critici con una visione tecnica aggiornata e una programmazione seria. Il problema, infatti, non riguarda soltanto la zona di via Foggia, ma interessal’interaareaa valle del paese.
Occorre quindi, con assoluta urgenza, rivedere l’assetto complessivo del territorio e apportare le necessarie correzioni. Una delle prime cose di cui ci occuperemo sarà ottenere una mappatura completa dell’intera rete di smaltimento delle acque meteoriche, così da avere finalmente un quadro chiaro e aggiornato del suo funzionamento. Solo partendo da una conoscenza precisa della rete sarà possibile capire in che modo essa si integri con la grande opera della galleria idraulica e valutare, insieme ai tecnici, quali siano i punti critici sui quali intervenire e quali tratti debbano essere integrati, adeguati o potenziati. Da decenni si parla di operare degli interventi sui valloni a nord del paese capaci di regolamentare il flusso delle acque provenienti dalla montagna.
È arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti. Per questa ragione, oltre a completare l’opera pensata e progettata durante l’amministrazione Pompilio, dobbiamo concentrarci sul reperimento delle risorse necessarie per realizzare anche a monte interventi sui valloni per fermare il problema alla radice. Pensare di smaltire soltanto le acque nella zona bassa, infatti, non risolve il problema: quella stessa acqua continuerà comunque ad attraversare il centro abitato, mettendo a rischio strade, abitazioni e attività. Mettere in sicurezza il territorio significa prevenire, non inseguire i danni.
Accanto a questa emergenza, ce n’è un’altra che i cittadini vedono ogni giorno e che incide direttamente sulla qualità della vita: lo stato delle strade. Troppo spesso i lavori eseguiti per la posa di cavi o per altri sottoservizi vengono realizzati senza un ripristino adeguato, lasciando il manto stradale in condizioni precarie e spesso indecorose. Questa prassi deve essere interrotta in modo definitivo. Chi interviene sul suolo pubblico deve essere obbligato a ripristinare l’intera carreggiata e non solo la parte interessata dallo scavo.
Il ripristino deve essere completo, controllato e garantito, con responsabilità precise in capo alle ditte esecutrici. Nella mia precedente esperienza assessorile si richiedeva alle imprese che intervenivano sul suolo pubblico una fideiussione a garanzia del corretto ripristino. Ritengo che questa strada debba essere ripresa con rigore. Occorre procedere a una mappatura completa della città, effettuare verifiche puntuali su tutti gli interventi eseguiti e intimare alle imprese di provvedere al rifacimento a regola d’arte delle parti compromesse.
Qualora ciò non avvenisse, ilComune dovrà escutere la fideiussione ed eseguire direttamente i lavori necessari. Le regole devono valere per tutti. E il suolo pubblico non può più essere trattato come terra di nessuno. Un altro limite che non possiamo più tollerare riguarda la capacità del Comune di trasformare i finanziamenti ottenuti in opere reali.
Non è accettabile reperire risorse pubbliche e non riuscire poi a spenderle nei tempi giusti o a tradurle in risultati concreti per la città. Per questo sarà istituito un ufficio dedicato esclusivamente ai finanziamenti, con tecnici incaricati di progettare, intercettare i bandi e seguire tutte le procedure necessarie fino alla concreta realizzazione delle opere. Se la struttura comunale non dovesse risultare sufficiente, anche a causa delle carenze di organico, si procederà al conferimento di incarichi temporanei a giovani tecnici, da selezionare con procedure trasparenti e criteri chiari. Per rendere effettiva questa scelta, sarà necessario prevedere già in bilancio le risorse utili alla predisposizione dei progetti necessari per partecipare ai bandi.
Perché senza progettazione non si intercettano finanziamenti, e senza finanziamenti non si realizzano opere. Allo stesso tempo, sarà indispensabile adottare criteri chiari e trasparenti nell’affidamento degli incarichi tecnici, superando definitivamente impostazioni del passato che hanno generato ambiguità e scarsa chiarezza nei rapporti professionali. La progettazione finalizzata alla partecipazione ai bandi dovrà essere sostenuta con risorse adeguate e affidata secondo regole corrette, nel pieno rispetto della dignità dei professionisti e della trasparenza amministrativa. Una città moderna non è quella che promette tutto.
È quella che programma, progetta e realizza con regole chiare. Per questo una particolare attenzione dovrà essere riservata anche ai progetti già finanziati, perché in passato, per mancanza di condivisione, superficialità o sciatteria amministrativa, sono andati perduti finanziamenti preziosi destinati a opere importanti per San Giovanni Rotondo. E quando si perde un finanziamento, non si perde soltanto un’opera: si perde unaconcreta occasione di crescita per l’intera comunità. In ogni programma elettorale si elencano le opere pubbliche più diverse: un palazzetto dello sport, palestre, una piscina, scuole, asili, nuove strade e tanti altri interventi.
Chi non vorrebbe realizzarle? Chi non desidererebbe una città più moderna, più attrezzata e più funzionale? Ma inserire queste opere in un programma senza dire con quali risorse si intendano realizzare rischia di trasformarsi in una promessa vuota e, quindi, in una presa in giro per gli elettori. Noi vogliamo essere seri e dire la verità ai cittadini.
Non promettiamo opere faraoniche prive di copertura economica. Promettiamo invece un impegno concreto, assiduo e quotidiano per reperire le risorse necessarie a realizzare ciò che serve davvero alla città. Il nostro compito non è vendere illusioni, ma costruire le condizioni perché quelle opere possano diventare possibili. Un’amministrazione credibile non si misurillusioni, ma costruire le condizioni perché quelle opere possano diventare possibili.
Un’amministrazione credibile non si misura dagli annunci che fa, ma dai risultati che è capace di raggiungere. Infine, nei lavori pubblici vogliamo affermare un principio semplice. Non si può risparmiare sulla pelle dei lavoratori. Per questo, nei bandi comunali introdurremo clausole sociali vincolanti, nel rispetto del Codice dei contratti pubblici, che obblighino le imprese ad applicare i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro più rappresentativi e a garantire trattamenti economici dignitosi. Ci ispiriamo a quanto già fatto dalla Regione Puglia con la legge regionale n. 30/2024, che introduce una soglia minima retributiva negli appalti pubblici per contrastare il lavoro povero. Anche a livello comunale adotteremo strumenti analoghi, rafforzando i controlli e premiando le imprese che rispettano le regole, per garantire qualità delle opere e dignità del lavoro.
URBANISTICA: COMPLETARE LA CITTÀ
Dal disordine alla pianificazione
San Giovanni Rotondo non ha bisogno di espandersi ulteriormente; ha bisogno, piuttosto, di completarsi e di ritrovare equilibrio. Il Piano Urbanistico Generale deve rappresentare il passaggio da una crescita disordinata a una città più armonica, con maggiori servizi, più qualità urbana e meno consumo di suolo. La pianificazione non deve più inseguire l’espansione, ma puntare sul recupero delle aree esiste nti, sul miglioramento degli standard urbanistici e su una più alta qualità della vita. Abbiamo già un PUG pronto.
Ciò che serve oggi è la volontà politica di portarlo finalmente a compimento, affrontando con serietà e determinazione tutti i passaggi che una pianificazione generale richiede. Non si tratta soltanto di approvare uno strumento urbanistico, ma di dare alla città una direzione precisa per i prossimi anni. All’interno di questo quadro, unadelle questioni più gravi riguardai comparti edificatori incompiuti. In molte zone del paese si vive una situazione inaccettabile: case realizzate senza urbanizzazioni complete, strade non finite, sottoservizi carenti e condizioni di evidente disagio per chi vi abita.
Tutto questo deriva da un errore preciso, e cioè dall’aver consentito l’edificazione prima del completamento delle opere di urbanizzazione. So bene che spesso le amministrazioni hanno ceduto alle pressioni dei cittadini, ma proprio questa scelta, apparentementefattanell’interesse decittadini, si èrivelatacontrariaal bene comune oltre che alla legge urbanistica. L’esempio più evidente è rappresentato dai comparti edificatori della piana bassa del paese, dove l’attuazione è avvenutainassenza di urbanizzazioni completate, ancheacausadell’affidamento delle opere ai consorzi dei proprietari dei suoli. Il mancato versamento degli oneri da parte dei consorziati ha finito per compromettere intere aree, producendo situazioni di degrado che non è esagerato definire da terzo mondo.
Alla base di tutto vi è stata la sciagurata idea di consentire la costruzione delle abitazioni contestualmente all’avvio delle urbanizzazioni e non al loro completamento, come invece la legge impone. Così oggi ci troviamo davanti a quartieri con case costruite ma con intorno strade e sottoservizi incompleti. L’amministrazione dovrà intervenire con decisione, partendo da una ricognizione completa di tutte le situazioni esiste nti e assumendo, dove necessario, un ruolo diretto nel completamento delle opere. Parallelamente sarà indispensabile recuperare gli oneri non versati e, soprattutto, introdurre per il futuro una regola semplice e invalicabile: prima le urbanizzazioni, poi le costruzioni.
AMBIENTE, DECORO E QUALITÀ DELLA VITA
Una città più pulita, più verde, più rispettata
La qualità della vita si costruisce ogni giorno attraverso la cura del territorio. Questo significa affrontare con determinazione il problema dell’abbandono dei rifiuti, contrastare ogni forma di abusivismo ambientale e migliorare l’organizzazione complessiva del servizio di igiene urbana. Ma non basta una generica dichiarazione di intenti. Qui servono strumenti concreti.
La prima scelta dovràessere unamappatura delle aree piùcolpite dall’abbandono dei rifiuti, sia in ambito urbano sia nelle periferie e nelle campagne, per concentrare controlli, pulizia esiste mi di prevenzione nei punti più critici. Dove il fenomeno si ripete, sarà necessario installare sistemi di videosorveglianza mirata, non per fare propaganda, ma per colpire comportamenti che offendono l’intera comunità e comportano costi elevati per tutti. Parallelamente, dovrà essere rafforzata la capacità del Comune di intervenire rapidamente con squadrededicate allapulizia dei punti sensibili, evitando chele areedegradate restino alungo in stato di abbandono e diventino esse stesse incentivo a ulteriori comportamenti incivili. La lotta all’abbandono dei rifiuti deve poggiare su tre gambe: controllo, sanzione e ripristino immediato del decoro.
Un altro punto fondamentale sarà il miglioramento del rapporto tra Comune, cittadini e gestore del servizio. Troppospesso i disservizi si trascinano senza chevisia unsistema semplicedi segnalazione e risposta. Occorrerà introdurre un meccanismo chiaro che consenta ai cittadini di segnalare con facilità disfunzioni, discariche abusive, cassonetti o punti di raccolta problematici, e che obblighi il servizio a intervenire entro tempi certi. La nostra visione per la crescita della città prevede la realizzazione di un grande Parco Urbano su aree demaniali, come intervento strategico di rigenerazione territoriale, ambientale e sociale.
Il percorso partiràdaunapuntualemappaturadelle areedisponibili, finalizzata aindividuareglispazi più idonei, per poi arrivare, attraverso un accordo quadro con la Regione, all’ottenimento della concessione necessaria per la realizzazione del Parco Pubblico. L’intervento sarà sostenuto economicamente attraverso gli introiti derivanti dalla dismissione degli usicivici, cui potranno aggiungersi ulteriori risorseprovenienti dafinanziamentiregionali enazionali. Il Parco sarà concepito come uno spazio aperto, accessibile e vissuto, articolato in percorsi naturalistici, aree dedicate alle famiglie e spazi per attività all’aria aperta, pensati per promuovere socialità, salute e benessere. Aquesto si dovrà affiancare una particolare attenzione per tutte le aree verdi esiste nti, attraverso un piano annualedi manutenzione costante, con uncalendario preciso deglisfalci, della potatura edella cura degli spazi pubblici.
Sarà necessario organizzare una squadra operativa stabile che lavori quotidianamente sulla manutenzione del verde e sul recupero delle aree degradate. Inoltre, dovranno essere censite tutte le aree cedute a standard presenti nel paese, per trasformarle progressivamente in piccoli spazi verdi attrezzati a servizio dei quartieri. In questo quadro, unaprioritàspecifica dovràesserela creazione di spazi urbani realmente fruibili da bambini e famiglie. Troppo spesso aree verdi e piazze risultano soltanto formalmente presenti, ma non sono progettate per essere vissute in sicurezza dai più piccoli.
Il Comune dovrà promuovere la realizzazione progressivadi piccole areeprotetteper l’infanzianei diversi quartieri, con delimitazioni adeguate, giochi essenziali ma sicuri, panchine espazi di sosta per genitori, nonni eaccompagnatori. Una città che vuole dirsi civile deve offrire ai bambini luoghi nei quali sia possibile giocare serenamente, senza che ogni uscita diventi fonte di preoccupazione per il traffico, per i mezzi in movimento o per il degrado degli spazi. Un’attenzione particolare dovràessere riservata al Parco del Papa, che rappresenta uno dei principali luoghi di incontro della città per famiglie, bambini, sportivi e cittadini di tutte le età. Oggi questo spazio presenta criticità evidenti sotto il profilo della sicurezza, della manutenzione e dell’organizzazione delle funzioni.
Per ilParco del Papa saràquindi necessario un intervento organico. Occorreràrafforzare la vigilanza, regolamentare con chiarezza gli accessi e impedire l’ingresso di monopattini e mezzi elettrici, che non possono convivere con la presenza di bambini, famiglie e podisti in uno spazio pubblico ad alta frequentazione. Sarà inoltre necessario riqualificare completamente l’area giochi per l’infanzia, rinnovando le attrezzature ormai obsolete e rendendo questi spazi più sicuri, più moderni e più adatti ai bisogni dei bambini più piccoli. Lastessa attenzione dovràessereriservataaglispazi dedicatiallo sporteal tempo libero, recuperando le aree oggi sottoutilizzate o degradate e organizzandole in modo più razionale, così da consentire attività diverse senza conflitti tra i vari fruitori del parco.
SERVIZI SOCIALI: UNA COMUNITÀ CHE SI PRENDE CURA
Cura e inclusione
Esiste una parte della città che spesso non si vede, ma che merita la massima attenzione: famiglie in difficoltà, giovani senza prospettive, anziani soli, persone con disabilità e nuclei familiari che affrontano ogni giorno, spesso nel silenzio, il peso di situazioni complesse e delicate. Queste realtà richiedono una risposta concreta e non possono essere affrontate con misure occasionali o con la sola speranza che bastino i finanziamenti provenienti da enti sovracomunali. I servizi sociali devono diventare una vera priorità anche in sede di bilancio. Occorre costruire una rete solida con le parrocchie, le associazioni e il volontariato, una rete capace di intercettare il disagio, comprenderlo e offrire sostegno reale a chi soffre in silenzio.
Una città giusta è una città che non lascia indietro nessuno, e per questo bisogna avere il coraggio di andare in controtendenza, destinando risorse importanti ai capitoli del sociale. Le somme oggi disponibili non bastano a soddisfare tutte le richieste di aiuto, ed è compito del Comune fare di più. In questo quadro, una particolare attenzione dovrà essere riservata alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Ci sono a San Giovanni Rotondo tante associazioni, gruppi organizzati e genitori che vivono quotidianamente il peso, la fatica e la responsabilità di accompagnare figli con disabilità, lungo un percorso che spesso si rivela difficile e privo di adeguati punti di riferimento.
La disabilità sono anche quelle invisibili di tanti bambini e ragazzi che sono nello spettro autistico, che si trovano a vivere in un ambiente, che non è pensato per loro, questo rende anche le attività più semplici della quotidianità di tutto il nucleo familiare molto difficile da navigare. Queste famiglie non possono essere lasciate sole. Hanno bisogno di ascolto, di vicinanza istituzionale, di servizi più accessibili e di una città che sappia riconoscere con rispetto e concretezza i loro bisogni. Il Comune dovrà costruire con queste realtà un rapporto diretto, costante e non formale, capace di tradursi in iniziative utili, in momenti di confronto e in un sostegno reale.
Questo significa promuovere un dialogo permanente con le associazioni e con i genitori, per comprendere le difficoltà quotidiane e orientare meglio le risorse disponibili. Altro importante servizio da istituire sarà il Pronto Intervento Sociale (PIS) a livello comunale. Questo servizio rappresenta uno strumento fondamentale per garantire una risposta immediata e qualificata alle situazioni di emergenza sociale, analogamente a quanto avviene in ambito sanitario ma con un focus specifico sul disagio sociale e relazionale. Il PIS è un servizio previsto nell’ambito del sistema dei servizi sociali territoriali, disciplinato dalla Legge 328/2000, che ha introdotto un modello integrato di interventi e servizi sociali.
Esso si attiva in presenza di situazioni urgenti e indifferibili, come abbandono, violenza domestica, grave marginalità, minori in pericolo, emergenze abitative o condizioni di fragilità estrema. Anche la struttura dell’Ambito, costruita insieme agli altri comuni limitrofi, mostra limiti evidenti. L’Ambito avrebbe dovuto accelerare i processi e rendere più efficiente la risposta ai bisogni, ma in molti casi ha finito per aggiungere livelli di burocrazia che rallentano decisioni dalle quali dipendono situazioni umane molto delicate. Quando un meccanismo non funziona, bisogna avere il coraggio di correggerlo.
E se lo strumento attuale si dimostra inadeguato, bisogna essere pronti anche a cambiarlo. Una città che si prende cura non è una città che si limita ad assistere. È una città che ascolta, accompagna e si assume la responsabilità di stare accanto a chi ha più bisogno. Questo deve diventare uno dei segni distintivi della nostra idea di amministrazione.
BILANCIO: CHIAREZZA E RESPONSABILITÀ
Spiegare ai cittadini come si spendono le risorse
Il bilancio comunale non deve essere un documento oscuro, leggibile solo dagli addetti ai lavori. Deve essere comprensibile, perché la trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche è un dovere e non una facoltà. Ogni anno il bilancio di previsione sarà presentato in modo chiaro, con strumenti semplici che consentano ai cittadini di capire dove vengono destinate le risorse, quali sono le priorità dell’amministrazione e quali scelte politiche vengono compiute. Dopo aver garantito e distribuito le risorse per il funzionamento ordinario della macchina amministrativa, sarà fondamentale rendere pubblica in maniera leggibile la distribuzione delle somme destinate alle opere pubbliche, alla manutenzione, ai servizi sociali, al turismo e allo sviluppo della città.
I cittadini hanno il diritto di sapere come vengono spesi i soldi della comunità. Un’amministrazione seria non teme la chiarezza, ma la considera un fondamento del rapporto di fiducia con la città. A questaesigenzaditrasparenzadeveaccompagnarsi, però, un’altrasceltaaltrettanto importante: una lotta seria e continua all’evasione dei tributi comunali. Quando i tributi non vengono pagati, non viene danneggiato soltanto il bilancio dell’ente, ma viene colpita l’intera comunità, perché mancano risorse per le strade, per i servizi sociali, per la manutenzione, per il decoro urbano e per tutte le attività che migliorano la vita dei cittadini.
La lotta all’evasione non deve essere interpretata come una forma di accanimento nei confronti dei contribuenti, ma come un principio di giustizia e di equità. Per questo l’amministrazione dovrà organizzare un’azione efficace, costante erispettosa dei cittadini, distinguendo con chiarezza tra chi è in difficoltà e ha bisogno di essere accompagnato, e chi invece sceglie consapevolmente di non pagare. Per rendere concreta questa azione sarà necessario rafforzare l’ufficio tributi, dotandolo di strumenti informatici adeguati, di personaleformatoediunabancadatiaggiornatacheconsental’incrocio delle informazioni disponibili. Bisognerà lavorare in modo puntuale sulla verifica delle posizioni tributarie, sull’aggiornamento delle banche dati catastali e comunali, sul controllo delle superfici dichiarate e sull’individuazione delle situazioni di irregolarità o totale evasione.
L’obiettivo non deve essere soltanto sanzionare, ma recuperare risorse e ristabilire un principio di correttezza nei confronti dell’intera città. Chi vuole mettersi in regola deve essere aiutato a farlo; chi invece continua a sottrarsi dovrà sapere che il Comune agirà con fermezza. Un’amministrazione responsabile deve quindimuoversi su duebinari paralleli: daunaparte spiegare con chiarezza come spende le risorse pubbliche, dall’altra garantire che tutti contribuiscano in modo equo al funzionamento della comunità. Solo così sarà possibile rafforzare il bilancio comunale e restituire alla città quelle risorse che oggi vengono disperse a causa dell’evasione e della cattiva gestione.
TURISMO, ACCOGLIENZA E SVILUPPO
Da vocazione a sistema organizzato
San Giovanni Rotondo è una delle principali mete di pellegrinaggio al mondo grazie a Padre Pio, ma questa straordinaria vocazione si deve accompagnare un sistema organizzato di sviluppo. Il turismo, infatti, non può essere lasciato alla spontaneità. La prima scelta che occorre compiere è costruire una vera cabina di regia comunale sul turismo, capace di mettere intorno allo stesso tavolo il Comune, i Frati Cappuccini, gli operatori alberghieri, i ristoratori, i commercianti, le guide, la Casa Sollievo della Sofferenza e tutte le realtà che, a vario titolo, partecipano alla vita della città. Ciascuno opera spesso in modo isolato; il compito del Comune dovrà essere quello di coordinare, programmare e dare una linea comune.
Occorremigliorarel’accoglienza, renderepiùchiari i percorsi, facilitarel’orientamento dei visitatori. Questo significa, in modo molto concreto, rivedere la segnaletica urbana e turistica, realizzare un sistema informativo più ordinato, anche digitale, e creare una rete di punti di accoglienza capaci di indirizzare chi arriva non solo verso il santuario, ma anche verso il centro urbano, i servizi, le attività commerciali e i luoghi di interesse della città. Un secondo obiettivo sarà aumentare il tempo di permanenza dei visitatori. Molti arrivano, visitano il santuario e ripartono.
Questo significa che la città intercetta solo una parte minima delle opportunità economiche e culturali legate al pellegrinaggio. Per cambiare questa situazione, il Comune dovrà costruire, insieme agli operatori, un calendario annuale di iniziative religiose, culturali e territoriali capacMolti arrivano, visitano il santuario e ripartono. Per cambiare questa situazione, il Comune dovrà costruire, insieme agli operatori, un calendario annuale di iniziative religiose, culturali e territoriali capace di accompagnare la presenza dei visitatori durante tutto l’anno e di offrire motivi concretiper fermarsi più a lungo. Sarà inoltre necessario migliorare il collegamento tra i tre grandi poli cittadini: santuario, centro urbano e Casa Sollievo della Sofferenza.
Oggi questi luoghi vivono spesso separati; domani dovranno essere parte di un unico sistema. Per farlo serviranno soluzioni di mobilità dedicate nei periodi di maggiore afflusso, una migliore organizzazione dei parcheggi e una chiara gerarchia dei percorsi, così da rendere la città più leggibile e più ospitale. Il turismo deve anche sostenere davvero l’economia locale. Per questo sarà necessario valorizzare il centro cittadino, coordinare glieventi con le attività commerciali ecostruireun’immagine più forte e riconoscibile di San Giovanni Rotondo, fondata non solo sulla presenza di Padre Pio, ma anche sulla qualità dell’accoglienza, sul decoro urbano esullacapacità della città di offrireun’esperienzaordinata e dignitosa. Per troppo tempo si è improvvisato, spendendo anche risorse importanti senza una strategia vera. Occorre invece una visione moderna, accompagnata dal contributo di professionisti del settore, capaci di costruire strumenti reali di promozione, programmazione e valorizzazione. Solo così il turismo di San Giovanni Rotondo potrà compiere quel salto di qualità che merita.
SPORT E TEMPO LIBERO
Restituire dignità agli impianti e creare spazi per vivere la città
Lo sport e il tempo libero non sono attività secondarie. Sono parte integrante della qualità della vita di una comunità, soprattutto per i giovani, ma anche per lefamiglie e per tutte le fasce d’età. San Giovanni Rotondo ha bisogno di tornare a investire seriamente in questo settore, partendo da una situazione che oggi presenta evidenti criticità. Il caso più evidente è rappresentato dal campo sportivo comunale.
Oltre alle carenze strutturali che oggi non consentono la riapertura agli spettatori in numero adeguato, esiste un problema legato alla gestione e alla sostenibilità dell’impianto. Il terreno di gioco in erba naturale comporta costi di manutenzione elevati, difficili da sostenere nel tempo e spesso incompatibili con un utilizzo continuo da parte delle società sportive. Per questa ragione è necessario intervenire con una scelta chiara e definitiva: sostituire il manto in erba naturale con un manto sintetico di nuova generazione, che consenta una maggiore fruibilità dell’impianto, riduca in modo significativo i costi di gestione e garantisca condizioni di utilizzo più stabili durante tutto l’anno. Accanto a questo intervento, sarà fondamentale dotare l’impianto di un adeguato sistema di illuminazione, oggi carente, per permettere lo svolgimento delle attività sportive anche nelle ore serali e ampliare le possibilità di utilizzo da parte delle associazioni e dei cittadini.
L’obiettivo ètrasformareilcampo sportivo dastrutturaproblematicaarisorsareale per la città, capace di accogliere pubblico, sostenere le attività sportive e diventare un punto di riferimento per la comunità. Accanto al campo sportivo, sarà necessario prestare attenzione a tutti gli altri impianti presenti sul territorio, molti dei quali necessitano di manutenzione, riqualificazione e, in alcuni casi, di una riorganizzazione complessiva Lo sport non è solo calcio. È un insieme di attività che coinvolgono associazioni, giovani, famiglie e realtà locali che meritano di essere sostenute. L’amministrazione dovrà costruire un rapporto stabile con le società sportive, ascoltare le loro esigenze e accompagnarle in un percorso di crescita, creando le condizioni per lavorare meglio e con maggiore continuità.
Il tema del tempo libero è strettamente collegato a quello dello sport. Una città vivibile è una città che offre spazi e occasioni per stare insieme, per muoversi, per vivere il territorio. In questo senso, la realizzazione del grande parco urbano si inserisce in una visione più ampia: creare luoghi accessibili dove sia possibile praticare attività all’aria aperta, camminare, fare sport in modo leggero e condividere momenti di socialità. Particolare attenzione dovrà essere rivolta ai giovani, che spesso non trovano spazi adeguati per esprimersi e per vivere il proprio tempo libero in modo sano. Investire nello sport e negli spazi di aggregazione significa offrire alternative concrete, prevenire il disagio e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. San Giovanni Rotondo deve tornare a essere una città viva, dove lo sport e il tempo libero non siano un lusso, ma una componente essenziale della vita quotidiana.
CULTURA: IDENTITÀ, MEMORIA E FUTURO
Dare valore alla storia per costruire una comunità più consapevole
La cultura non è un elemento accessorio della vita amministrativa. È ciò che definisce l’identità di una città, ne rafforza il senso di appartenenza e ne orienta il futuro. San Giovanni Rotondo ha una storia unica, profondamente legata alla figura di Padre Pio, ma anche alla tradizione, alla vita quotidiana, alle relazioni sociali e alla crescita civile della comunità. Questa ricchezza non può essere data per scontata, né può essere lasciata alla spontaneità.
Negli anni, la cultura è stata spesso trattata come un insieme di eventi isolati, privi di continuità e di una visione complessiva. Serve invece una programmazione stabile, fondata su luoghi, strumenti e obiettivi precisi. Il Comune dovrà anzitutto individuare e rendere pienamente fruibili gli spazi culturali esiste nti, a partire da biblioteca, sale pubbliche e contenitori comunali oggi sottoutilizzati o privi di una funzione continuativa. una visione complessiva.
Accanto agli spazi, occorre costruire un calendario culturale annuale che dia continuità all’offerta e permetta alle associazioni di lavorare con una prospettiva chiara. Questo significa superare la logica degli eventi estemporanei e puntare su rassegne, presentazioni, laboratori, iniziative per le scuole, appuntamenti con la memoria locale e attività che uniscano cultura, spiritualità e territorio. La cultura non deve essere spettacolo fine a se stesso, ma occasione di crescita, confronto e partecipazione. Un ruolo importante dovrà essere riconosciuto alle associazioni culturali e artisti locali che rappresentano una risorsa viva della città.
Il Comune dovrà costruire con loro un rapporto stabile, non limitato alla concessione occasionale di patrocini, ma fondato su una programmazione condivisa e su criteri trasparenti di collaborazione. Questo permetterà di valorizzare il lavoro di chi opera con passione e sacrificio, evitando dispersioni e frammentazioni. Sarà inoltre necessario investire nella valorizzazione della memoria cittadina, recuperando documenti, testimonianze, luoghi e percorsi che raccontino non solo il grande evento spirituale di Padre Pio, ma anche la storia civile, sociale e culturale di San Giovanni Rotondo. Una comunità che dimentica la propria storia perde anche la capacità di immaginare il futuro. Un’attenzione particolare dovrà essere rivolta ai giovani. Offrire spazi culturali significa offrire occasioni di crescita, di espressione e di partecipazione. La cultura può diventare uno strumento fondamentale per rafforzare il legame tra i giovani e la città, contrastando il senso di distacco e di mancanza di prospettive.
SICUREZZA E LEGALITÀ URBANA
Garantire ordine, controllo e vivibilità
La sicurezza non è soltanto un tema legato all’ordine pubblico, ma rappresenta una condizione essenziale per la qualità della vita di una comunità. Una città sicura è una città più vivibile, più libera e più serena. San Giovanni Rotondo non è una realtà segnata da forme diffuse di criminalità, ma esistono situazioni di disagio, episodi di inciviltà e aree che richiedono una maggiore presenza istituzionale. La sicurezza urbana si costruisce prima di tutto con l’ordine, con il presidio del territorio e con la capacità del Comune di essere presente nei luoghi in cui i cittadini chiedono attenzione.
Per questa ragione sarà necessario predisporre una mappatura delle aree più sensibili della città, sia nel centro sia nelle periferie, così da concentrare controlli e interventi nei punti in cui maggiormente si registrano episodi di degrado, disturbo, danneggiamenti o violazioni delle regole comuni. Accanto a ciò, si dovrà rafforzare la presenza della polizia locale nelle fasce orarie e nelle zone più esposte. Un ruolo importante sarà affidato anche alla videosorveglianza. Non basta installare telecamere in modo casuale: occorre costruire una rete realmente utile, collegata alle aree strategiche della città, ai punti di accesso, agli spazi pubblici più sensibili e ai luoghi in cui si registrano più frequentemente comportamenti incivili o illeciti.
La sicurezza si costruisce anche attraverso la qualità dello spazio urbano. Dove mancano illuminazione, pulizia e manutenzione, cresce più facilmente la percezione di insicurezza. Per questo il tema della legalità urbana non può essere separato da quello dei lavori pubblici, del decoro e della cura dei quartieri. nel centro sia nelle periferie, così da concentrare controlli e interventi nei punti in cui maggiormente si registrano episodi di degrado, disturbo, danneggiamenti o violazioni delle regole comuni.
Accanto a ciò, si dovrà rafforzare la presenza della polizia locale nelle fasce orarie e nelle zone più esposte. Un ruolo importante sarà affidato anche alla videosorveglianza. Non basta installare telecamere in modo casuale: occorre costruire una rete realmente utile, collegata alle aree strategiche della città, ai punti di accesso, agli spazi pubblici più sensibili e ai luoghi in cui si registrano più frequentemente comportamenti incivili o illeciti. La sicurezza si costruisce anche attraverso la qualità dello spazio urbano. Dove mancano illuminazione, pulizia e manutenzione, cresce più facilmente la percezione di insicurezza. Per questo il tema della legalità urbana non può essere separato da quello dei lavori pubblici, del decoro e della cura dei quartieri. Il Comune, pur non avendo competenze dirette sull’ordine pubblico generale, dovrà mantenere un rapporto costante con Prefettura e forze dell’ordine, rappresentando con forza le esigenze della città e chiedendo attenzione per le criticità che emergeranno.
ATTIVITÀ PRODUTTIVE, COMMERCIO E LAVORO
Sostenere chi crea economia e occupazione
Lo sviluppo di una città passa attraverso la capacità di sostenere il lavoro, le imprese e le attività economiche locali. San Giovanni Rotondo deve rafforzare il proprio tessuto produttivo, valorizzando le energie presenti e creando condizioni favorevoli per chi investe e lavora. Il primo passo dovrà essere un cambio di atteggiamento del Comune. Le attività economiche non devono percepire l’amministrazione come un ostacolo burocratico, ma come un interlocutore serio, rapido e affidabile.
Questo significa semplificare le procedure, ridurre i tempi delle risposte, rendere più chiari i passaggi amministrativi e organizzare un rapporto più diretto tra uffici e imprese. In particolare, sarà necessario rendere più efficiente lo sportello dedicato alle attività produttive, così da accompagnare chi avvia o gestisce un’attività senza costringerlo a percorsi inutilmente complessi. Particolare attenzione dovrà essere rivolta al commercio locale. Questo significa migliorare il contesto urbano, la pulizia, la sicurezza, l’accessibilità, la sosta e il coordinamento con gli eventi cittadini.
Un centro vivo non si costruisce solo con le parole, ma con una politica urbana che lo renda realmente frequentabile e attrattivo. Il Comune dovrà inoltre aprire un confronto stabile con commercianti, artigiani, professionisti e operatori economici, non in modo episodico ma attraverso momenti periodici di ascolto e verifica. Un’altra leva importante sarà il collegamento tra turismo ed economia locale. I flussi che arrivano in città devono produrre ricadute più diffuse sulle attività economiche, e questo richiede una migliore integrazione tra calendario degli eventi, promozione del territorio, accoglienza e commercio. Il Comune non crea direttamente lavoro, ma può mettere in atto le condizioni perché il lavoro nasca e si sviluppi. Significa accompagnare le iniziative, favorire un clima più semplice e più ordinato, valorizzare le risorse locali e riconoscere che chi apre, mantiene e difende un’attività economica svolge anche una funzione sociale per l’intera città.
GIOVANI: COSTRUIRE OPPORTUNITÀ E FUTURO
Dare spazio, fiducia e prospettive alle nuove generazioni
I giovani rappresentano il futuro della città, ma troppo spesso vivono una condizione di distanza, di incertezza e di mancanza di opportunità. San Giovanni Rotondo deve tornare a parlare ai giovani, non con formule di circostanza, ma offrendo spazi, occasioni e strumenti concreti. Per questo il Comune dovrà individuare e rendere disponibili spazi pubblici da destinare ad attività giovanili, culturali e formative, sottraendoli all’abbandono o all’uso saltuario. Una città che non dà spazio ai giovani rischia di perdere proprio loro.
Accanto agli spazi, occorre creare occasioni reali di partecipazione. Sarà importante costruire forme di confronto stabile tra amministrazione e nuove generazioni, così da far emergere idee, bisogni e proposte che spesso restano inascoltati. I giovani non devono essere chiamati soltanto quando serve riempire una sala o organizzare un evento: devono poter contribuire alla vita della città in modo continuativo, portando il proprio punto di vista sui problemi e sulle scelte che riguardano il presente e il futuro di San Giovanni Rotondo. Un altro terreno decisivo èquello dell’orientamento edelle opportunità.
Il Comune dovràfavorire, in collaborazione con scuole, associazioni, ordini professionali e realtà produttive, momenti di informazione e accompagnamento su formazione, lavoro, autoimprenditorialità e accesso ai bandi. Non si tratta di promettere ciò che il Comune, da solo, non può garantire, ma di costruire una rete che aiuti i giovani a non sentirsi abbandonati e a capire che la città può ancora offrire una prospettiva. Ma c’è anche un altro obiettivo che consideriamo fondamentale: avvicinare i giovani al Palazzo di Città e alla vita amministrativa. Troppo spesso il Comune viene percepito come un luogo distante, chiuso, quasi estraneo alla vita quotidiana.
Noi vogliamo invece che diventi un luogo aperto, vicino ai cittadini e soprattutto alle nuove generazioni. Per questo intendiamo istituire, con cadenza mensile, un momento pubblico e costante di comunicazione e confronto nel quale rendere conto dell’attività amministrativa svolta: spiegare che cosa è stato fatto, quali incontri sono stati tenuti, quali problemi sono stati affrontati, quali questioni restano aperte e quali decisioni devono ancora essere assunte. Questa comunicazione sarà rivolta a tutta la cittadinanza, ma avrà un valore particolare per i giovani, perché consentirà loro di comprendere più da vicino il funzionamento del Comune, di conoscere i problemi reali della città e di offrire suggerimenti, osservazioni e consigli utili. Vogliamo che i giovani sentano il Comune non come una struttura lontana, ma come una casa pubblica nella quale è possibile entrare, ascoltare, capire e contribuire.
Una città cresce davvero quando chi la governa non ha paura del confronto e quando i giovani non vengono tenuti ai margini, ma vengono messi nelle condizioni di partecipare. Lo sport, la cultura e il tempo libero dovranno essere considerati parte integrante di questa politica. Investire nei giovani significa offrire alternative sane, prevenire il disagio e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. Il rischio più grande è quello di perdere intere generazioni, costrette a cercare altrove opportunità che qui non riescono a trovare.
Contrastare questo fenomeno significa investire non solo in servizi, ma anche in fiducia. I giovani non devono essere considerati un problema da gestire, ma una risorsa da valorizzare. Una città che investe sui giovani investe su se stessa e sul suo futuro. perché consentirà loro di comprendere più da vicino il funzionamento del Comune, di conoscere i problemi reali della città e di offrire suggerimenti, osservazioni e consigli utili.
Vogliamo che i giovani sentano il Comune non come una struttura lontana, ma come una casa pubblica nella quale è possibile entrare, ascoltare, capire e contribuire. Una città cresce davvero quando chi la governa non ha paura del confronto e quando i giovani non vengono tenuti ai margini, ma vengono messi nelle condizioni di partecipare. Lo sport, la cultura e il tempo libero dovranno essere considerati parte integrante di questa politica. Investire nei giovani significa offrire alternative sane, prevenire il disagio e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.
Il rischio più grande è quello di perdere intere generazioni, costrette a cercare altrove opportunità che qui non riescono a trovare. Contrastare questo fenomeno significa investire non solo in servizi, ma anche in fiducia. I giovani non devono essere considerati un problema da gestire, ma una risorsa da valorizzare. Una città che investe sui giovani investe su se stessa e sul suo futuro.
MOBILITÀ E VIABILITÀ
Rendere la città più accessibile e funzionale
La mobilità rappresenta uno degli aspetti più concreti della vita quotidiana dei cittadini. Spostarsi in modo semplice, sicuro e ordinato è una condizione essenziale per una città moderna. San Giovanni Rotondo presenta criticità legate al traffico, alla gestione dei parcheggi e ai collegamenti tra le diverse aree della città. Questi problemi diventano ancora più evidenti nei periodi di maggiore afflusso turistico, quando la pressione sul sistema viario cresce in modo significativo.
Per affrontare seriamente il problema non bastano interventi episodici. Occorre anzitutto uno studio aggiornato dei flussi di traffico, che consenta di capire come si muovono residenti, visitatori, mezzi di servizio e utenti della Casa Sollievo della Sofferenza. Solo avendo un quadro reale sarà possibile prendere decisioni efficaci sulla viabilità, sulla sosta e sui collegamenti. Un primo obiettivo dovrà essere la riorganizzazione del sistema dei parcheggi, distinguendo in modo più chiaro le esigenze dei residenti, quelle dei visitatori e quelle dei lavoratori delle aree più sensibili della città.
In parallelo, occorrerà migliorare la segnaletica e la leggibilità dei percorsi, perché in molti casi il disagio nasce anche dalla mancanza di un sistema chiaro di orientamento. Particolare attenzione dovrà essere rivolta al collegamento tra santuario, centro urbano e area ospedaliera. Questo asse rappresenta uno dei punti più delicati della mobilità cittadina e dovrà essere affrontato anche attraverso servizi dedicati nei periodi di maggiore afflusso, così da alleggerire il traffico privato e rendere più ordinato l’accesso ai principali poli della città. Lamobilità dovràinoltre essere ripensata tenendo conto della sicurezza dei pedoni, della presenza di persone anziane e con mobilità ridotta, e della necessità di rendere più accessibili i marciapiedi, gli attraversamenti e gli spazi pubblici.
Una città più accessibile è una città più giusta, oltre che più funzionale. La mobilità non è solo un problema tecnico, ma un elemento che incide direttamente sulla qualità della vita, sull’economia e sull’immagine della città. L’obiettivo è costruire una San Giovanni Rotondo più ordinata, più accessibile e più vivibile, nella quale muoversi non sia un problema, ma una normalità. Un’attenzione particolare dovrà essere riservata anche alla zona internazionale, che necessita di una programmazione mirata per risolvere un problema annoso e non più rinviabile: la presenza del pronto soccorso in prossimità del sagrato della chiesa antica, in un’area nella quale si concentrano contemporaneamente flussi religiosi, traffico ordinario, mobilità ospedaliera e transito di mezzi di emergenza.
Nel corso della legislatura Crisetti è stata sperimentata una ZTL per consentire accessi più agevoli al pronto soccorso, poiché in più di un’occasione l’intenso traffico, soprattutto negli orari di cambio turno, ha determinato rallentamenti e persino il blocco delle ambulanze. Quella sperimentazione ha avuto il merito di affrontare il problema, ma ha anche dimostrato che, pur alleggerendo in parte il traffico sul piazzale, non è sufficiente a risolverlo in modo definitivo. Per questa ragione non servono soluzioni improvvisate o parziali. Serve una scelta condivisa, seria e strutturale. Anche in questo caso, insieme all’ente ospedaliero e ai Frati Minori Cappuccini, lavoreremo per individuare la soluzione più giusta ed efficace a un problema che riguarda non solo la viabilità, ma anche la sicurezza, la dignità dei luoghi e la piena funzionalità di un presidio sanitario essenziale per l’intero territorio. Rendere più ordinata e funzionale la mobilità cittadina significa migliorare concretamente la vita quotidiana dei residenti e l’accoglienza di chi arriva a San Giovanni Rotondo.
PUBBLICA ISTRUZIONE: INVESTIRE NELLA SCUOLA, INVESTIRE NEL FUTURO
Una città che cresce se cresce la sua scuola
La scuola rappresenta uno dei luoghi più importanti della vita di una comunità. Non è soltanto lo spazio in cui si formano i bambini eiragazzi, maèilluogo nel quale si costruisceilfuturo dellacittà. Per questa ragione, la pubblica istruzione non può essere considerata un settore marginale dell’amministrazione, né può essere affrontata soltanto nei momenti di emergenza. Il Comune, pur non avendo competenza sulla didattica, ha responsabilità dirette e fondamentali rispetto alla qualità degli edifici scolastici, alla sicurezza, alla manutenzione, ai servizi e al rapporto con le famiglie.
Unacittà chevuoleinvestiredavvero nel proprio futuro devepartiredaqui:dascuole sicure, dignitose, accoglienti e funzionali. Negli anni, troppo spesso, la scuola è stata considerata solo come un capitolo di spesa da amministrare. Noi crediamo invece che debba diventare una priorità politica. Questo significa programmare con continuità gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici, verificare con rigore le condizioni di sicurezza, migliorare gli spazi interni ed esterni, curare ildecoro delle strutture egarantire ambienti nei qualistudenti, insegnanti epersonale possano vivere e lavorare con serenità.
Accanto agli edifici, vi è il temadei servizi. Il Comune dovràprestare massima attenzione a tutto ciò cheruotaattorno allascuola: accessibilità, trasporti, mensaladdoveprevista, rapporti con le famiglie, sostegno alle situazioni di fragilità. Una buona amministrazione non deve limitarsi a garantire il minimo indispensabile, ma deve accompagnare il mondo scolastico con ascolto costante e capacità di intervento. In questo quadro, un obiettivo importante dovrà essere il rafforzamento del tempo pieno, in collaborazionecon le istituzioniscolasticheenel rispetto dellecompetenzedi ciascun ente.
Il Comune nonpuò sostituirsiallo Stato nell’organizzazionedidattica, mahaildoveredi faretutto ciò cherientra nelle proprie responsabilità perché il tempo pieno possa consolidarsi e crescere: servizi efficienti, mensa affidabile, spazi adeguati, dialogo costante con le scuole e rapporto serio con le famiglie. Il tempo pieno non è un servizio accessorio. È una scelta che incide sulla qualità della vita delle famiglie, sull’organizzazione quotidiana dei genitori e sulle opportunità educative dei bambini. Per questa ragione, particolare attenzione dovrà essere riservata proprio alla qualità e alla continuità del servizio mensa, che costituisce una condizione essenziale per il funzionamento del tempo pieno.
Il Comune dovrà attivare meccanismi di controllo, confronto e intervento rapido, affinché eventuali disfunzioni vengano affrontate con tempestività e senso di responsabilità, senza scaricare i problemi sulle famiglie. Saràinoltre importante costruire un rapporto stabile con i dirigenti scolastici, con ilpersonale econ i rappresentanti dei genitori, così da affrontare i problemi prima che diventino emergenze e così da programmare insieme le priorità. La scuola non deve sentirsi sola di fronte alle difficoltà quotidiane: deve sapere di avere nel Comune un interlocutore attento, presente e affidabile. Unaltro asse fondamentale dovràriguardarela qualità concreta deglispazi scolastici, soprattutto nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria.
In molti casi non servono interventi faraonici per migliorare davvero la vita quotidiana dei bambini. Servono invece opere mirate, sostenibili e ben progettate: recupero di aree esterne oggi inutilizzate, realizzazione di spazi coperti per attività all’aperto, messa in sicurezza e migliore fruibilità degli ambienti, piccoli interventi capaci però di cambiare in modo significativo l’esperienza scolastica. Una buona amministrazione deve saper intervenire anche così: con serietà, misura e concretezza. Questo metodo dovrà essere esteso progressivamente a tutti i plessi di competenza comunale, con particolare attenzione agli edifici frequentati dai bambini più piccoli.
La qualità della scuola non si misura soltanto dentro le aule, ma anche nella possibilità di vivere spazi esterni curati, sicuri e adeguati ai tempi educativi dell’infanzia. Un’attenzione particolare dovrà essere rivolta anche ai ragazzi che vivono condizioni di disagio sociale, familiareopersonale. In questo senso, il collegamento trascuola, servizi sociali, associazioni e famiglie dovrà essere rafforzato, perché spesso è proprio all’interno del mondo scolastico che emergono i primi segnali di difficoltà che non possono essere ignorati. La scuola deve anche essere considerata come presidio culturale e civile della città.
Per questo il Comune dovrà favorire, in collaborazione con gli istituti scolastici, iniziative che avvicinino gli studenti alla vita pubblica, alla conoscenza delle istituzioni, alla storia di San Giovanni Rotondo, al rispetto del bene comune e al senso di appartenenza alla comunità. In questo stesso orizzonte vacollocata anchela questionedegliistitutidi scuola secondariadi secondo grado. Pur trattandosi di un ambito che non rientra nelle competenze dirette del Comune, non possiamo rinunciare aporre con forza unaquestione strategica per ilfuturo della città: la necessità di ripensare, insieme agli enti competenti, l’assetto complessivo delle scuole superiori di San Giovanni Rotondo. Una città che vuole trattenere i giovani, valorizzarli e offrire loro una prospettiva moderna non può disinteressarsi della qualità degli spazi nei quali essi trascorrono una parte decisiva della propria crescita.
Per questa ragione, il Comune si farà promotore di un confronto istituzionale con la Provincia e con le scuole interessate, per verificare la possibilità di una visione più organica e moderna degli istituti superiori cittadini, anche nella prospettiva di un polo scolastico integrato, funzionale e meglio attrezzato. Non si tratta di promettere ciò che non dipende direttamente dall’amministrazione comunale, ma di assumere una responsabilità politica chiara: porre il tema, aprire il confronto, costruirele condizioni perchéSan Giovanni Rotondo possa aspirareanchein questo campo astandard più alti di qualità, modernità e civiltà. Una città che investe nella scuola investe nella propria dignità e nel proprio domani. Per questo la pubblica istruzione dovrà essere uno dei pilastri della nostra azione amministrativa: non un settoreda gestire in modo burocratico, ma una scelta politica chiara, fondata sull’idea che il futuro di San Giovanni Rotondo passa anche, e soprattutto, dalle sue scuole.
RANDAGISMO E TUTELA DEGLI ANIMALI
Una città civile si riconosce anche da come si prende cura degli animali
Il randagismo non può essere considerato un problema secondario, né può essere affrontato solo nei momenti di emergenza. Una città civile si misura anche da come guarda agli animali, da come affronta il fenomeno dell’abbandono ed a come riesce a conciliare il rispetto per gli animali con la tutela della sicurezza e della serenità dei cittadini. San Giovanni Rotondo dispone di una struttura comunale, il canile, che rappresenta uno strumento importante ma che deve essere valorizzato, gestito con attenzione e inserito all’interno di una politica più ampia e organica. Non basta avere una struttura: occorre farla funzionare bene, garantire condizioni adeguate e renderla parte di un sistema efficiente di gestione del fenomeno.
L’amministrazione dovrà verificare lo stato della struttura comunale, migliorarne l’organizzazione e assicurare una gestione trasparente e controllata, nel rispetto degli animali e delle norme vigenti. Il canile non deve essere solo un luogo di ricovero, ma un presidio di civiltà, capace di operare in collegamento con il territorio. Accanto alla gestione della struttura, sarà necessario rafforzare il rapporto tra Comune, servizio veterinario, associazioni animaliste e volontari, creando una rete stabile che consenta interventi tempestivi e coordinati. Chi opera quotidianamente sul territorio deve trovare nel Comune un interlocutore presente e affidabile.
Un punto decisivo sarà la prevenzione. Il randagismo nasce troppo spesso dall’abbandono e dalla mancata responsabilità dei proprietari. Per questo sarà necessario promuovere campagne di sensibilizzazione, favorire la cultura del rispetto degli animali e sostenere tutte le iniziative utili a ridurre il fenomeno alla radice. Allo stesso tempo, il Comune dovrà dotarsi di strumenti concreti per il controllo del territorio, migliorando il sistema di segnalazione e intervento nei casi di presenza di animali vaganti o in situazioni di rischio.
I cittadini devono sapere a chi rivolgersi e devono ricevere risposte in tempi certi. Particolare attenzione dovrà essere riservata anche alla promozione delle adozioni, valorizzando il ruolo del canile comunale non solo come luogo di accoglienza, ma come punto di incontro tra gli animali e le famiglie disponibili ad accoglierli. Affrontare il randagismo con serietà significa rendere la città più ordinata, più sicura e più umana. Anche da questo passa l’ideadi una comunità che si prende cura del proprio territorio eche non volta lo sguardo dall’altra parte davanti ai problemi.
PERSONALE
Efficienza Organizzazione e Formazione
Il personale comunale è un tema cruciale per la realizzazione di qualunque programma amministrativo. Se non si riorganizza in modo serio la macchina comunale, tutte le promesse e tutti i buoni propositi rischiano di restare soltanto sulla carta. amministrativo. Dall’esperienza maturata in tanti anni di amministrazione, riteniamo che la struttura comunale così come è stata concepita non possa funzionare in modo efficace.
Si è privilegiata una suddivisione in settori con a capo dirigenti apicali, spesso assunti ai sensi dell’articolo 110 del TUEL, con un dispendio di risorse economiche non sostenibile per un comune come il nostro, che ha una molteplicità di esigenze e di servizi da garantire. Per ciascun servizio occorre ripensare la struttura comunale attraverso l’individuazione, per ciascun servizio, di posizioni organizzative dotate di potere di firma e di personale dedicato alla cura di quel determinato ambito. In questo modo le risorse oggi assorbite dalla dirigenza potranno essere utilizzate per nominare più figure organizzative, costruendo non una dispersione di servizi sotto un solo dirigente, ma microstrutture capaci di seguire in modo più efficiente ciascun servizio specifico. Questo modello consentirebbe non solo di migliorare l’efficienza amministrativa, ma anche di rafforzare il controllo e il coordinamento del personale.
Naturalmente, tutto ciò dovrà essere accompagnato da una valutazione seria delle risorse disponibili e dei pensionamenti previsti, così da predisporre concorsi e procedure di mobilità che permettano di potenziare il personale comunale e renderlo adeguato ai bisogni reali della città. Il Comune investirà nella formazione dei propri dipendenti sull’intelligenza artificiale e sulle competenze digitali avanzate, con l’obiettivo di semplificare le procedure, ridurre i tempi burocratici e migliorare la qualità dei servizi ai cittadini. Attraverso corsi pratici, aggiornamento continuo e l’introduzione di strumenti innovativi, renderemo la macchina comunale più efficiente, moderna e vicina alle esigenze della comunità. Saranno inoltre individuate alcune aree amministrative e tecniche considerate strategiche per lo sviluppo e l’efficienza dell’ente.
In questi ambiti il Comune potràavvalersi, per un periodo definito, del supporto di società di consulenza specializzate, utilizzando gli strumenti di acquisto previsti per la pubblica amministrazione, sia a livello regionale, come l’Accordo Quadro InnovaPuglia, sia a livello nazionale, come le convenzioni CONSIP, oltre agli strumenti comunemente utilizzabili attraverso la piattaforma “Acquisti in Rete”, come SDAPA e MEPA. Questo intervento sarà costruito in modo progressivo. Nei primi anni il supporto esterno avrà un carattere più operativo e intenso, mentre successivamente sarà orientato soprattutto al trasferimento di competenze e alla costruzione di una reale autonomia interna. La finalità, infatti, non è quella di acquistare un servizio temporaneo, ma di creare una capacità amministrativa stabile e duratura.
Questo modello potrà produrre anche effetti positivi diretti sul territorio. Le società coinvolte saranno incentivate ad assumere giovani del luogo, che potranno formarsi sul campo, acquisire competenze tecnichincentivate ad assumere giovani del luogo, che potranno formarsi sul campo, acquisire competenze tecniche e amministrative ematurare un’esperienza concreta e qualificante. Al termine del percorso, il Comune potrà integrare queste professionalità nel proprio organico, rafforzando le competenze interne, creando occupazione qualificata locale e riducendo progressivamente la dipendenza da consulenze esterne. In questo modo, una spesa corrente potrà trasformarsi in un investimento strutturale, capace di rendere l’amministrazione comunale più solida, autonoma ed efficiente.
CENTRO STORICO
Identità, vita e futuro della città
Il centro storico di San Giovanni Rotondo rappresenta la memoria, l’identità e le radici più profonde della comunità. Oggi, tuttavia, vive una condizione di progressivo svuotamento, con attività in difficoltà, edifici non valorizzati e una riduzione della presenza quotidiana di cittadini e visitatori. Rivitalizzare il centro storico non significa soltanto intervenire sugli edifici, ma restituire vita, funzioni e attrattività a uno spazio che deve tornare a essere vissuto. L’amministrazione si impegna a mettere in campo una strategia integrata fondata su alcuni obiettivi.
Sostegno alle attività commerciali eartigianali, attraverso politichemirate chefavoriscano l’apertura di nuove attività nel centro storico e il mantenimento di quelle esiste nti, valorizzando le botteghe locali e le produzioni tipiche. Miglioramento dell’accessibilità e della fruibilità, intervenendo su mobilità, parcheggi di prossimità, segnaletica e percorsi pedonali, per rendere il centro storico più facilmente raggiungibile e vivibile sia per i residenti sia per i visitatori. Valorizzazione turistica e culturale, inserendo il centro storico nei percorsi dei pellegrini e dei visitatori, attraverso eventi, iniziative culturali e un sistema di accoglienza diffusa capace di collegare il santuario al cuore della città. Decoro urbano e qualità degli spazi pubblici, con interventi mirati su illuminazione, pavimentazioni, arredo urbano e manutenzione, per restituire dignità e attrattività agli spazi. L’obiettivo è chiaro. Trasformare il centro storico da spazio marginale a cuore pulsante della città, restituendogli funzione, bellezza e centralità nella vita di San Giovanni Rotondo.
CASA SOLLIEVO DELLA SOFFERENZA
Un presidio sanitario, economico e identitario
La Casa Sollievo della Sofferenza non è una struttura sanitaria come le altre. È un presidio sanitario fondamentale per il Gargano e per un’area vasta del territorio, oltre a rappresentare un punto di riferimento nazionale per qualità e specializzazione. È un pilastro dell’economia locale e un simbolo profondamente legato alla figura di Padre Pio e alla storia stessa della città. Tutelare e valorizzare questa realtà significa tutelare San Giovanni Rotondo.
Negli ultimi anni sono emersi segnali che richiedono attenzione e responsabilità istituzionale, tra cui alcuni elementi di criticità sul piano della sostenibilità economico-finanziaria e dinamiche organizzative complesse. Non spetta al Comune entrare nel merito delle scelte gestionali interne, ma non è possibile ignorare questioni che incidono su un presidio così centrale per la comunità. Il Comune non gestisce la sanità ospedaliera, ma il Sindaco, ha il dovere di tutelare la salute dei cittadini e di rappresentarne le esigenze presso tutti i livelli istituzionali competenti. Questo significa svolgere un ruolo attivo e responsabile, favorire il dialogo tra le parti, accompagnare i processi e mantenere costante l’attenzione sugli sviluppi che riguardano la struttura.
Il Sindaco non può sostituirsi agli organi competenti, ma non può neppure restare spettatore. Per questo, il Comune dovrà promuovere un tavolo istituzionale permanente di confronto e coordinamento tra la Regione Puglia, la direzione della struttura e le rappresentanze del personale, con l’obiettivo di monitorare le criticità e favorire soluzioni condivise e sostenibili. Parallelamente, sarà fondamentale rafforzare il dialogo con la Regione, che ha competenza diretta in materia sanitaria, in relazione alle esigenze più volte rappresentate dalla struttura, che segnalano una non adeguata copertura dei costi di alcune prestazioni non remunerate in modo adeguato. Questi elementi incidono sulla stabilità complessiva della struttura e richiedono un’azione istituzionale seria, continua e orientata alla collaborazione.
In questo percorso sarà essenziale mantenere un rapporto costante anche con la Segreteria di Stato della Santa Sede, proprietaria della struttura, fondato sul rispetto istituzionale e sulla piena collaborazione, nel rispetto dei ruoli. Su unpunto l’amministrazione dovràesserechiara: San Giovanni Rotondo nonpuò permettersi alcun ridimensionamento della struttura. Garantire la piena operatività e lo sviluppo della Casa Sollievo significa tutelare i servizi sanitari, i livelli occupazionali, l’economia locale e la funzione strategica di un presidio che serve un territorio vastissimo. Ogni scelta che incida su questi aspetti dovrà essere affrontata con attenzione, responsabilità e con il coinvolgimento delle istituzioni locali, regionali e nazionali.
La Casa Sollievo della Sofferenza rappresenta una delle più grandi risorse della città. Assicurarne stabilità e futuro non è una scelta di parte, ma una responsabilità istituzionale. Con un’amministrazione autorevole e presente il Comune sarà parte attiva nel garantire che questa realtà continui a essere un presidio sanitario di eccellenza, un motore economico e un punto di riferimento per tutto il territorio. Tutelare la Casa Sollievo significa tutelare San Giovanni Rotondo.
FRATI MINORI CAPPUCCINI
Custodi di una identità che appartiene alla città e al mondo
I Frati Minori Cappuccini rappresentano una presenza fondamentale per San Giovanni Rotondo. Sono i custodi delle spoglie mortali di Padre Pio e, con esse, custodiscono una dimensione spirituale che ha reso la città un punto di riferimento mondiale. Il loro ruolo non è soltanto religioso, ma è profondamente legato all’identità, alla storia e alla vocazione della comunità. Il rapporto con i Frati deve essere custodito con rispetto e consapevolezza.
Il Comune non può e non deve interferire nella vita e nelle scelte della comunità religiosa, ma allo stesso tempo non può ignorare il valore e l’impatto che il santuario ha sulla città. Serve quindi un dialogo costante, sobrio e rispettoso, capace di affrontare insieme le questioni legate all’accoglienza dei pellegrini, all’organizzazione dei flussi e al rapporto tra il santuario e il resto della città. L’amministrazione comunale si impegna a promuovere un confronto istituzionale stabile con la comunità dei Frati, fondato sull’ascolto e sulla reciproca autonomia. Un dialogo che non sia episodico, ma continuo, capace di prevenire criticità e costruire soluzioni condivise nei momenti di maggiore affluenza e nelle situazioni più delicate.
Oggi esiste una distanza, non solo fisica ma anche funzionale, tra il santuario e il resto della città. Superare questa distanza è fondamentale. Il Comune lavorerà per migliorare i collegamenti tra santuario, centro urbano e servizi, per rendere più ordinata e chiara la fruizione degli spazi e per valorizzare la presenza dei pellegrini anche all’interno della vita cittadina. L’obiettivo è semplice: fare in modo che il pellegrinaggio non si esaurisca nel santuario, ma diventi esperienza della città. L’amministrazione si impegna a costruire un rapporto serio, equilibrato e rispettoso, capace di valorizzare questa presenza senza mai snaturarne il significato.
LA BANCA DI CREDITO COOPERATIVO
Una storia che appartiene a San Giovanni Rotondo
A San Giovanni Rotondo, oltre cento anni fa, è nata una banca di credito cooperativo con una missione chiara: sostenere i cittadini, accompagnare le famiglie e aiutare le attività economiche del territorio. Quella esperienza non era soltanto finanziaria. Era una scelta comunitaria, fondata su valori di solidarietà, mutualità e sviluppo locale. Oggi quella realtà è cresciuta ed è diventata un punto di riferimento indispensabile per la città.
La banca di credito cooperativo rappresenta molto più di un istituto finanziario. È un supporto per le famiglie, un riferimento per le piccole e medie imprese, un alleato per chi investe e lavora sul territorio e un elemento di stabilità economica locale. In un contesto nel quale spesso le grandi realtà finanziarie sono lontane dai territori, la presenza di una banca radicata nella comunità rappresenta un valore da riconoscere e da sostenere. Il Comune non interviene nelle scelte autonome di un istituto bancario, ma ha il dovere di riconoscere nel quale spesso le grandi realtà finanziarie sono lontane dai territori, la presenza di una banca radicata nella comunità rappresenta un valore da riconoscere e da sostenere.
Il Comune non interviene nelle scelte autonome di un istituto bancario, ma ha il dovere di riconoscere e valorizzare tutte le realtà che contribuiscono allo sviluppo della città. L’obiettivo è costruire un rapporto istituzionale fondato sul rispetto dei ruoli, sul dialogo costante e sulla collaborazione nei temi di interesse generale. Una città cresce quando le istituzioni e le realtà del territorio dialogano. In questo senso, la banca di credito cooperativo può rappresentare un interlocutore importante per sostenere iniziative locali e accompagnare progetti di sviluppo economico.
Il Comune si impegnerà a creare le condizioni affinché questo dialogo sia continuo e produttivo, nel pieno rispetto delle reciproche autonomie. In un momento storico in cui molte famiglie affrontano difficoltà economiche e molte attività fanno fatica a crescere, è fondamentale rafforzare tutti gli strumenti che possono aiutare il territorio. La presenza di una banca cooperativa rappresenta un elemento di equilibrio e di vicinanza. La storia della banca di credito cooperativo di San Giovanni Rotondo è parte della storia della città. Non è solo passato, ma anche futuro. L’amministrazione comunale si impegna a riconoscere e valorizzare questo patrimonio, promuovendo un rapporto istituzionale serio e costruttivo, capace di contribuire allo sviluppo economico e sociale della comunità.
Una scelta di serietà e lungimiranza.
Noi non proponiamo un libro dei sogni. Proponiamo un impegno di governo. Non promettiamo ciò che non possiamo mantenere.
Promettiamo invece serietà, presenza, competenza e una dedizione quotidiana al bene comune. Vogliamo un Comune che torni a essere autorevole, vicino ai cittadini, capace di decidere e capace di realizzare. Un Comune che non rincorra le emergenze, ma che programmi; che non si perda nella propaganda, ma che lavori; che non divida la città, ma che la tenga unita attorno alle sue priorità fondamentali.
Questa è la sfida che abbiamo davanti. Ed è anche il senso della candidatura di Giuseppe Siena: mettere esperienza, competenza tecnica e responsabilità politica al servizio di una città che merita di tornare a funzionare, di essere rispettata e di guardare al futuro con maggiore fiducia. Chiediamo ai cittadini non un consenso cieco, ma una scelta consapevole e partecipata: scegliere la fondamentali.
Chiediamo ai cittadini non un consenso cieco, ma una scelta consapevole e partecipata: scegliere la serietà al posto dell’improvvisazione, illavoro al posto dellapropaganda, laconcretezzaal posto delle illusioni. Con la vostra fiducia possiamo far rinascere la città, solo insieme possiamo restituire dignità e futuro alla nostra città. San Giovanni Rotondo merita di più. Merita un’amministrazione che sappia governare davvero. Ed è per questo che chiediamo la fiducia dei cittadini.